Alimentazione in gravidanza

È, ormai, ben noto che ogni tipo di comportamento della madre può incidere sul feto, e ciò vale, soprattutto, per l’alimentazione: una dieta sbagliata può influire negativamente sulla salute della donna e su quella del bambino. È quindi importante che la futura madre acquisisca buone abitudini alimentari, per rifornire il proprio organismo con tutto ciò di cui ha bisogno, e segua alcune fondamentali regole di comportamento.

All’inizio il fabbisogno energetico della madre non si discosta molto da quello normale ma, col passare dei mesi, aumenta in maniera sempre più consistente.

A seconda dello stato nutrizionale di partenza, i chili da prendere in gravidanza sono:

donne in sottopeso -> min. 12,5 kg max. 18 kg

donne in normopeso -> min. 11,4 kg max. 16 kg

donne in sovrappeso -> min. 7 kg max. 11 kg

donne obese -> massimo 7 kg

E’ molto importante non superare queste soglie, e, soprattutto, seguire uno schema dietetico adeguato in quanto si può incorrere in conseguenze molto spiacevoli. Infatti, un’iperalimentazione o un’alimentazione squilibrata causa danni al nascituro e alla mamma. Per quanto riguarda il nascituro, si può incorrere ad aborto o  malformazioni. La mamma, invece, può andare incontro a diabete, malattie renali, malattie epatiche, ipertensione arteriosa e malattie metaboliche. Inoltre, studi recenti hanno mostrato che un’iperalimentazione e un’alimentazione squilibrata della madre, durante la gravidanza, si ripercuotono sul feto, predisponendolo all’obesità. Sono tanti gli studi che ormai confermano questo rapporto di causalità tra sovrappeso nel neonato e dieta sbilanciata in gravidanza, e ora se ne aggiunge un altro, internazionale, coordinato dall’Università di Southampton e pubblicato sulla rivista Diabetes.
I ricercatori hanno studiato il sangue del cordone ombelicale dei neonati cercando dei markers epigenetici (relativi alla predisposizione all’obesità), trovandone in quantità elevata nei figli di donne che, durante i nove mesi di gestazione, avevano seguito un regime alimentare ricco di dolci e carboidrati. E’ emerso che un quarto dei casi di obesità infantile deriverebbe proprio da questo sbilanciamento d’origine.
“Quello che ci ha stupito – ha spiegato Keth Godfrey, uno degli autori dello studio – è che ¼ delle obesità riscontrate nei figli può essere spiegato da questo fenomeno”. La mutazione genetica che è stata individuata riguarda il gene Rxra, che agisce sui ricettori della vitamina A, importante per il metabolismo dei grassi.

Quindi, mie future mamme, una corretta alimentazione influisce positivamente sia su di voi che sul vostro bambino…ora e domani!

 

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